Età consigliata: Dagli 11 ani in poi.

Rappresentazione teatrale e musicale

Testo e Regia
di Silvio Mezzadri.
Musiche: Kurt Weill e Bertold Brecht, A. C. Jobim,

Jovanotti, Bob Marley, J.S. Bach, Claudio Merulo,

Lodovico da Viadana, Glenn Miller, Benny Goodman,

Giuseppe Verdi, Spirituals, Alessandrini.
Arrangiamenti musicali e musiche originali di Pierluigi Alessandrini.

Elementi scenici di Colti in Fragranza.

 

SILVIO MEZZADRI, attore

PIERLUIGI ALESSANDRINI, sax contralto

LUIGI STORCHI, sax tenore, clarinetto

ALESSANDRO CREOLA, sax baritono

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Origini dello spettacolo

“L’inferno sono gli altri”. Questa battuta del lavoro teatrale di Jean Paul Sartre, Porta chiusa, è la fonte di ispirazione per questi esercizi di memoria, una sequenza di note di storia e di musica per ricordare come nasce e si sviluppa la violenza degli umani verso i propri simili, soprattutto quando abbiamo a che fare con l’insofferenza per gli estranei, gli strani, i diversi, gli stranieri. Noi.

Gli odi razziali, tribali e religiosi sono ancora vivi in molte parti del mondo e hanno come unico risultato concreto miseria, sofferenza, rancore. L’odio per il diverso ha giustificato i peggiori massacri e genocidi della nostra storia e costituisce ancor oggi il maggiore impedimento per un effettivo progresso economico e sociale dell’Umanità.

Sappiamo bene che il genere umano è portato a dimenticare, stravolgere od omettere responsabilità ed errori del passato, come se la memoria fosse un virus letale da evitare. Come società basata sull’efficienza bisogna evitare in ogni modo il confronto con ciò che crea fastidio o intralcio, che siano riflessioni, perdite di tempo, empatia dannosa o pericolose. L’Umanità non dimentica  solo per convenienza, lo fa anche per inerzia o per pigrizia.

La pigrizia culturale, la crisi che è “sempre colpa degli altri, soprattutto degli immigrati che ci rubano il lavoro”, la facilità di pregiudizio, la superficialità dell’informazione, la passività di reazione di fronte alle menzogne, tutti questi elementi stanno aprendo in silenzio le porte ad una nuova ondata di regresso e di instabilità sociale, terreno ideale per ogni forma di totalitarismo.

Porte da tenere ben chiuse. Come Storia insegna, cultura, arte e insegnamento sono da sempre sentinelle di queste porte e la Giornata della Memoria deve essere l’occasione per ribadire l’importanza di quegli insegnamenti inviolabili ma, perché no, divertendoci anche, prendendoci un po’ in giro, mantenendo con un occhio di riguardo per le future generazioni di cittadini.

Loro sono il vero termometro di quello che saremo. Voglia di libertà, energia e impegno per cambiare le cose dovrebbero essere patrimonio naturale delle nuove generazioni ma oggi questi elementi vitali non vengono più coltivati, vengono anzi addormentati con ogni mezzo e se i giovani dormono o, addirittura, muoiono culturalmente, le speranze di un mondo migliore svaniscono.

Per  questo motivo riteniamo sia giusto offrire ai giovani uno spunto vivace, ricco e consapevole di quanto accadde e potrebbe a ripetersi. Il fatto che non c’eravamo non giustifica la nostra ignoranza, la Storia è qui per questo, come la Musica, sono testimoni dei nostri orrori e delle possibili virtù.

Solleticare il dubbio, nutrire lo spirito, analizzare con senso critico, favorire la pratica del paradosso quotidiano dove ciò che ci disturba emotivamente è la principale fonte di sapere e di miglioramento del nostro futuro.

Useremo quindi i mezzi e le esperienze che ci appartengono, per tenere il ritmo di questi concetti utilizzeremo la musica, musica che in ogni tempo e luogo ha accompagnato i canti di speranza e di libertà. Un dubbio: la musica può essere razzista? La musica, no, i musicisti, si, come tutti.

 

Descrizione dello spettacolo

Lo spettacolo ricco di spunti di riflessione e musiche dei più grandi jazzisti ed autori europei, racconta la riflessione del titolare di una Sala da Ballo stile americano anni ’40 che parla con gli ultimi accaniti avventori al termine della serata, individuando nella forma teatrale un linguaggio in grado di coinvolgere efficacemente cittadini di qualsiasi età e formazione, in particolare le giovani generazioni, affinché la possibilità che eventi analoghi si ripetano in futuro sia scongiurata dalla condivisione di una forte coscienza civile. E poiché sognare è permesso a tutti, vorremmo cominciare lo spettacolo come un rito di esorcismo collettivo, nel mistero di un suono e in esso finirlo, come ormai molti affermano della genesi del nostro piccolo mondo.

Quale suono? E chi lo sa? JAZZ?

L’orchestra sul palco ha da poco salutato i ballerini con l’ultimo pezzo di rito e da questo punto parte il ricordo e da quel momento l’orchestra partecipa agli eventi con un legame diretto, accompagnando i fatti evocati dal titolare del locale che si ritrova a discutere coi presenti di dittatura, persecuzione razziale ecc.

Scorrono quindi sullo stesso binario due tradizioni del sentimento popolare: quello americano che credeva nel valore della libertà, che aveva ottenuto l’abolizione nominale della schiavitù e della segregazione razziale ma stava ancora combattendo contro il razzismo e il pregiudizio razziale, e quella di un popolo di migranti che aveva perso la libertà e che, passando fra le maglie persecutorie di una dittatura feroce, ritrovava ora la forza per riprendersi quella libertà.

In questi contesti si inseriscono momenti in cui si discute il concetto di razza, schiavitù,  autorità/autoritarismo/autorevolezza, discriminazione razziale/religiosa/etnica, riconoscimento e valore universale dei diritti umani,

Gli stessi concetti vengono trasferiti nelle esecuzioni musicali in modo da sottolineare come anche nella musica le storture non funzionano, esattamente come nella società le forzature autoritarie hanno un ciclo di esistenza relativamente breve.

Una formula dove il testo vive fra leggerezza musicale e momenti di storia, dove lo spettacolo immerge lo spettatore un mix di cultura, divertimento, ironia e paradossi oggi più importante che mai.

Quest’epoca talmente ricca di sollecitazioni e impulsi veloci che spesso impediscono di pensare e rischiano di farci perdere il contatto con il nostro passato, un patrimonio di errori e valutazioni indispensabile per crescere in modo consapevole. Patrimonio di identità che si perde se non viene  recuperato periodicamente con formule adatte.

Tutto questo accade tra scintillii, canti e musiche, intrecciando momenti di ascolto con altri di partecipazione attiva, creando un rapporto di scambio vivace e sostenuto che illuminerà l’esecuzione finale assieme ai musicisti presenti sul palcoscenico.

 

La Compagnia intende offrire al pubblico un punto di vista originale dal quale poter osservare la Storia. Note di storia e storia di note, il punto di vista comune di storia e musica.

Musica creata dal ritmo, dall’improvvisazione, dall’armonia, dal contributo di musiche e canti tipici della tradizione e della produzione artistica mondiale, musica che affronta il valore etico/spirituale della storia e dei suoi conflitti evidenziandone, in pari tempo, gli elementi di progettualità e di progresso che la mantengono in sintonia col mondo contemporaneo.

 

 

Note di storia contro l’ignoranza

 

Note di storia contro l’ignoranza

 

Prima nazionale: 
28 gennaio 2012 in Sabbioneta (MN)

Home: ITA         ENG

 

Rassegna stampa

 

Audio demo

 

PDF scores

 

I musicisti / The musicians

Luigi Storchi                   ITA               ENG

Pierluigi Alessandrini   ITA               ENG

Alessandro Creola         ITA               ENG

 

Discografia:

tutte le copertine/cover from all CD

Lp “Blues” - 1988

Lp “Gruppo Musicisti Jazz—Parma” - 1990

CD “Accendi la tua luce” - 2003

 

CD “Jazz Classics” - 2010

Il progetto

Foto in studio di registrazione / pictures from recording studio

Sostegno a Telethon

 

CD “In Itinere” - 2004

Il progetto

I COMMENTI AL CD:

Giorgio Gaslini

Mario Marzi        

Ward Swingle                

Claudio Fasoli

I Musicisti ispiratori:

Lodovico “Grossi” da Viadana

Giacomo Moro

I collaboratori al CD:

Gruppo vocale “Blue Penguin” -

Il concerto e i luoghi

In concerto di presentazione del CD a Viadana—2004

Luoghi di produzione della musica a Viadana nel XVI secolo

 

IL TEATRO MUSICALE

di impegno civile

 

NOTE DI STORIA CONTRO L’IGNORANZA

sax, sassofono, saxofono, jazz, camera, ensemble, alessandrini, redolfi, azzali, creola, baritono, contralto, tenore, soprano

 Gruppo Musicisti

via Passo di Badignana 1, 43100 PARMA (ITALY)

Tel. 0521.486.649 - 338/5688521

VIDEO