Lodovico ‘Grossi’ da Viadana

Frate servita

A tutt'oggi non è possibile ricostruire un percorso biografico attendibile del maestro per la esiguità di testimonianze documentate e di fonti letterarie. Di fatto quanto abbiamo finora appreso è stato ricavato per lo più dai frontespizi e dalle dediche inserite nei suoi libri e completato da pochi documenti e alcune lettere autografe.
Lodovico Viadana nacque attorno al 1560 nell'omonima cittadina sita a sud del ducato gonzaghesco e appartenente alla diocesi di Cremona. Non essendo diffusa a quei tempi la prassi di redigere gli atti battesimali, risulta difficile risalire con certezza al casato d'origine di Lodovico anche se la
tradizione, avvalorata dal Parazzi (primo storiografo ufficiale del maestro) e sopravvissuta allo stesso fino ai giorni nostri, lo vuole discendente da un ramo della nota famiglia Grossi. D'altro canto non deve stupire il fatto che il nostro si firmi "Lodovico Viadana", poiché era consuetudine, soprattutto presso i frati francescani, accostare al proprio nome quello della città natale d'origine.
Almeno dal 1593 è documentata l'appartenenza di Lodovico all'Ordine dei Frati Minori Osservanti. Egli entra a far parte della comunità minoritica annessa alla perduta chiesa cittadina di San Francesco, poi nel corso della sua vita assumerà all'interno
dell'Ordine la carica di vicario del convento di San Luca a Cremona e nel 1614 di diffinitor nel Capitolo della provincia di Bologna.
Se pure ci riserviamo il beneficio del dubbio circa il fatto che la sua formazione musicale sia avvenuta accanto al cremonese Costanzo Porta, certo è che Viadana offriva a quel tempo un ambiente culturalmente evoluto per quanto riguarda la tradizione musicale colta che trova le sue radici già in epoche anteriori. Vale qui annoverare altre figure di musicisti coevi a Lodovico, e come lui votati alla vita conventuale, quali Berardo Marchesi e Giacomo Moro.
In tale contesto
la fortuna artistica del nostro maestro fu davvero notevole a giudicare dai suoi numerosi viaggi e dagli incarichi che rivesti: dal 1593 al 1597 circa fu maestro di cappella del duomo di Mantova; attorno al 1597 dovette trascorrere un breve soggiorno a Roma di cui non esistono né prove documentate né notizie precise; fu operoso presso l'Accademia di Padova negli ultimi anni del '500 e poi maestro di cappella, oltre che vicario, al convento di San Luca a Cremona nei primi anni del '600; ricoprì la stessa carica presso la cattedrale di Reggio Emilia nel 1602, nella cattedrale di Concordia nelle vicinanze di Portogruaro dal 1608 e successivamente presso Santa Maria Nuova di Fano fino al 1612. La sua presenza è poi documentata a Ferrara, Piacenza, Mantova e ancora a Viadana nel 1615.
Gli ultimi anni di vita del maestro furono certamente i più travagliati e oscuri, fatto è che dopo un lungo periodo di "silenzio" ritroviamo il Viadana stabilito a Busseto nel 1623 e infine a Gualtieri. Prababilmente una sorta di allontanamento causato dai dissapori sorti con alcuni suoi confratelli e le cui ragioni restano avvolte da un alone di mistero.
Con il ritrovamento del Mortologium Franciscanum del 1721 "si può tranquillamente indicare nel 1627 l'anno in cui
Lodovico volò a bearsi di armonie non più terrene", per usare le parole del Mompellio (ultimo e ancora insuperato biografo del Viadana, al quale si rinvia per ulteriori notizie e approfondimenti).
Eppure il discorso sul maestro ci sembra tutt'altro che concluso, sia per possibili altri ritrovamenti documentari di indubbia importanza storiografica, sia perchè un più attento studio del clima storico, culturale e religioso del tempo e dei luoghi vissuti da Lodovico forse ci possono far luce su fatti quanto meno curiosi. Per un artista che raggiunse una certa fama presso i suoi contemporanei restano inspiegabili periodi ed episodi
ancora oscuri come il viaggio romano, l'isolamento al quale fu relegato negli ultimi anni di vita, i motivi dei contrasti che ebbe all'interno dell'Ordine, la quasi totale assenza di notizie e fonti attendibili che sembra voler spingere nell'oblio non il musicista, ma l'uomo, il religioso l'uomo di cultura Lodovico Viadana.
Forse una chiave di lettura potrebbe essere quella offerta dal musicologo Fabris il quale, riconoscendo il Viadana nel padre citato nella corrispondenza tra Ippolito Bentivoglio podestà di Gualticri e la sorella del duca di Modena Isabella seconda moglie del principe di Venosa, risalirebbe
ad una presunta attività del musicista nel campo dell'alchimia, dell'esoterismo se non addirittura dell'esorcismo. Pratica molto diffusa ma altrettanto osteggiata. 

www.festival-lodoviciano.it                                                                                                                     Luigi Meneghini

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Rassegna stampa

 

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PDF scores

 

I musicisti / The musicians

Luigi Storchi                   ITA               ENG

Pierluigi Alessandrini   ITA               ENG

Alessandro Creola         ITA               ENG

 

Discografia:

tutte le copertine/cover from all CD

Lp “Blues” - 1988

Lp “Gruppo Musicisti Jazz—Parma” - 1990

CD “Accendi la tua luce” - 2003

 

CD “Jazz Classics” - 2010

Il progetto

Foto in studio di registrazione / pictures from recording studio

Sostegno a Telethon

 

CD “In Itinere” - 2004

Il progetto

I COMMENTI AL CD:

Giorgio Gaslini

Mario Marzi        

Ward Swingle                

Claudio Fasoli

I Musicisti ispiratori:

Lodovico “Grossi” da Viadana

Giacomo Moro

I collaboratori al CD:

Gruppo vocale “Blue Penguin” -

Il concerto e i luoghi

In concerto di presentazione del CD a Viadana—2004

Luoghi di produzione della musica a Viadana nel XVI secolo

 

IL TEATRO MUSICALE

di impegno civile

 

NOTE DI STORIA CONTRO L’IGNORANZA

sax, sassofono, saxofono, jazz, camera, ensemble, alessandrini, redolfi, azzali, creola, baritono, contralto, tenore, soprano

 Gruppo Musicisti

via Passo di Badignana 1, 43100 PARMA (ITALY)

Tel. 0521.486.649 - 338/5688521